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Ovindoli

 

ovindoli2.jpg Dal 1934 Ovindoli (Abruzzo) è diventata una nota località turistica invernale, tra le più importanti d'Italia, con oltre trenta chilometri di piste da sci servite da moderni impianti di risalita. Ogni sciatore, dal più esperto al principiante, troverà ad Ovindoli le piste per le sue esigenze, comprese quelle da fondo, e la possibilità di sciare in notturna; Ovindoli dispone anche di impianti di innevamento programmato. Non solo turismo invernale ad , ma anche estivo, con il clima ideale per escursioni ed un centro sportivo dove praticare tennis, cancello e tanto altro. Da visitare le due frazioni di Santa Iona, con un borgo fortificato, e San Potito, dove poter vedere la villa imperiale e i ruderi del castello medioevale. Tra le escursioni consigliate ci sono quelle alla Magnola, Monte Sirente e il Pizzo di Ovindoli.

 

La Storia

ovind1.jpgDurante il periodo compreso fra il IX e il XIII sec., per necessità difensive di un territorio conteso fra varie dominazioni, gli insediamenti elementari, risalenti in alcuni casi ad epoca romana, modificarono le loro strutture arrivando a costituirsi come luoghi fortificanti. Il presidio difensivo, nei casi più semplici, era costituito da una torre con funzioni di avvistamento e segnalazione, che localizzata in punti strategici, sui percorsi principali, consentiva di tenere sotto controllo l’area circostante il lago del Fucino e le principali vie di penetrazione come quella che attraversava l’Altopiano delle Rocche. Ovindoli, S . Pietro e S. Jona, all’epoca, facevano capo alla Contea di Celano che dominava quasi tutto il territorio dell’attuale Abruzzo, fin verso La Puglia, con al potere una stirpe d’origine autoctona, i “Berardi”, che riuscirono a conservarlo fino alla metà del ‘400.

Ovindoli conserva ben poco delle testimonianze del passato, ad eccezione dei ruderi del vecchio maniero ove, forse soggiornò il re angioino Carlo prima di scontrarsi con lo svevo Corradino, ai piani Palentini. Un 'altra torre rotonda, è ubicata nella frazione di Santa Iona, mentre San Potito forse era residenza estiva di patrizi e di imperatori romani come si deduce, dal ritrovamento di mosaici, affreschi, pavimenti, tombe e monete dell' imperatore Adriano venuto probabilmente a seguire i lavori di prosciugamento del Fucino. Interessante risulta una casa cinquecentesca in Piazza San Rocco. Il Corsignani riferisce che in Ovindoli, c'era un tempio dedicato al N.D. Già eretto in onore di San Sebastiano e dove si serbano le reliquie del legno della santissima Croce. La parrocchia era eretta da un arciprete e c'era la confraternita del Purgatorio a cui papa Clemente XI concesse ampia indulgenza. Ovindoli abbondava di armentari ascritti alla regia dogana di Foggia, anche se il clima era rigido ed esposto a venti gelidi e ghiacci come disse Stazio. Il vescovo dei Marsi, F.B. Corradini visitava Ovindoli l' 08.09.1682 pervenendo alla parrocchia della Beata Maria Vergine della Natività il cui altare, era mantenuto dalla società o confraternità di S. Sebastiano. All' interno della chiesa parrocchiale, c' erano gli altari dell' Assunzione detta Gonfalone, della Beata Maria Vergine del Carmelo e dell' Annunciazione. Inoltre, c' erano le chiese di Santa Maria degli Angeli con un unico altare e la chiesa extra terram dedicata a San Sebastiano, il cui altare era retto dall' università di Ovindoli. Nella chiesa, c' erano gli altari del S.mo Rosario di Iuspatronato di Don Pietro Recina il cui rettore, era l' abate Don Francesco Masciarelli, del Suffraggio, di Santa Maria delle Grazie retto dall' università. Nel 1684 lo stesso, visitava Santa Iona nella cui parrocchia c' erano gli altari della Beata Maria Vergine della Concezione e di San Martino; veniva anche visitata la chiesa extra terram di Santa Maria delle Grazie. Nello stesso periodo, si visitava la terra di San Potito la cui chiesa aveva lo stesso titolo e ne era abate Don Basilio Antonio Sebastiani. All' interno della parrocchia c' era l'altare principale e c' era una seconda chiesa dedicata a Santa Maria ad Nives. Nelle visite pastorali successive ad Ovindoli, la chiesa principale è dedicata a San Sebastiano, ne era arciprete Don Simplicio Panetta ed erano sacerdoti Pietro Colabianchi, Matteo e Michele Rainaldi. La chiesa cimitero era quella intitolata all' Assunta. Nel 1800 il vescovo G. Bolognese, registrava che l' altare di San Nicola entro la parrocchia di San Sebastiano, era dei Sebastiani, mentre quello del S. Rosario era dei Recina. I Coia, famiglia di notai, avevano il patronato dell' altare dell' Assunta. Nel 1820 il sindaco P. Pietrantoni, certificava il possesso del beneficio di S. Nicola di Bari da parte di Giuseppe Sebastiani, sul quale c' erano beni stabili, censi e crediti verso l' università di S. Potito. Nel 1724, era sacerdote Giovanni Recina e diacono Giuseppe Pietrantoni. Nel 1887 ne era arciprete Serafino Rainaldi. Attualmente nella chiesa matrice, si conservano, una statua in terracotta policroma della Vergine seduta in trono e in atto di adorare il Bambino che un tempo doveva stare adagiato nelle sue ginocchia e un San Sebastiano in stucco dorato, alto m. 2,30 risalente al sec. XVII. Tra gli arredi sacri, si ricordano una croce processionale d' argento sbalzato dorato raffigurante il crocifisso con l'Eterno, la Vergine, S.Giovanni e il teschio mentre nel verso il Redentore con quattro evangelisti. L' opera di scuola sulmontina, risale al XV secolo.

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