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Avezzano

Una delle spiegazioni probabili del nome è quella del toponimo prediale Avidianum (o fundus Avidianus) dal gentilizio Avidius, che è ben attestato ad Alba Fucens.

avezzano.jpgQuindi, il nome altomedievale di Avezano era dovuto alla presenza di un «fondo avidiano», ossia di una proprietà agricola appartenente alla famiglia di Avidio, con relativa villa romana.

  1. Un'altra ipotesi fa derivare il nome da Ave Iane, per l'esistenza in zona di un tempio dedicato a Giano Bifronte con vicino una scritta "Ave Giano", da cui appunto "Avezzano".
  2. Altra ipotesi è che, il nome della città, derivi da "Advezziarum", vista la presenza in zona, in età romana, di molti membri della famiglia Vezzia.
  3. Il toponimo dialettale auzzàne è diffuso indistintamente dalla provincia di Rieti alla valle del Liri (Roccamonfina) per indicare dei boschi prevalentemente di Ontani (Alnus glutinosa), che fa pensare anche per Avezzano un etimologia formata su alnetianus, con metafonia ALN> au, ovvero bosco di Ontani (vista la vicinanza con gli ambienti umidi)

Medioevo

Il nome di Avezzano compare per la prima volta nella storia, nell'anno 854 d.C., nel Cronicon del Cardinale Leone Marsicano, allorché viene citata la chiesa di S. Salvatore; altra citazione la si ritrova in un diploma di Berengario II del 953, riguardante i possedimenti del monastero di Barreggio. Altri documenti hanno evidenziato che Avezzano come vico esisteva già agli inizi del Medioevo: in una lapide scoperta nella zona si evince chiaramente che nel 1156 Avezzano era cinta di mura e che signore della città, nel 1181, era Gentile di Paleara, Conte di Manoppello.

In una pergamena del 1371 si ha invece notizia di una sentenza con la quale la Regina di Napoli, Giovanna D'Angiò, sposata con il Re d'Ungheria, dava franchigia e l'immunità popolare, con soggezione solo al Re, ad un avezzanese, mentre in un'altra pergamena, scritta in latino e risalente al 1441, vengono messi a nudo usi e costumi dell'epoca, le strade, le contrade, le voci, i vocaboli e financo i motivi di una vertenza sorta tra luchesi ed avezzanesi in ordine al possesso del territorio "La Penna" edificata dai romani durante le operazioni di bonifica del Fucino.

Altra testimonianza storica: nel 1268, dopo la vittoria di Carlo D'Angiò su Corradino di Svevia, Avezzano viene elevata a centro di contado, anche se per motivi inspiegabili, continuò ad essere definita "Contado di Albe".

La città fu feudo dei Marsi, dei Normanni e per diverso tempo degli Svevi. Nel 1331 Avezzano fu saccheggiata e distrutta da Francesco Del Balzo, Duca di Andria, poiché gli avezzanesi avevano parteggiarono apertamente in favore di Filippo, principe di Taranto, genero ma nemico del Duca Francesco.

La città risorse sulla vecchia rocca dei Paleara al tempo degli Orsini, che nel 1490 vi eressero un castello, ma in particolare si sviluppò dopo l'elevazione a capoluogo di distretto che comprendeva gran parte dei centri della Marsica.

Tratto da Wikipedia, l'Enciclopedia Libera

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