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Capestrano

Capestrano (465 m. slm. e circa 950 abitanti), stupenda città d'arte ai margini del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, è un antico centro medievale fortificato dominato dall'imponente castello dei Piccolomini d'Aragona (o Mediceo, perchè il paese fu anche feudo della famiglia fiorentina dei Medici), attuale sede municipale.  Il borgo, dove nel 1386 nacque S. Giovanni Giantedeschi, mostra una interessante sovrapposizione di architetture medievali e rinascimentali, con diversi edifici di pregevole fattura.

capestrano.jpgA vicende ben più antiche e a una storia millenaria fa pensare il ritrovamento, nei pressi delle vicine sorgenti del Tirino, della statua del guerriero italico (il celebre e maestoso "Guerriero di Capestrano") oggi conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Chieti, emblema di una potente classe di pastori-guerrieri affermatisi in Abruzzo durante l'età del ferro, periodo in cui si consolidavano gli itinerari della transumanza tra i pascoli dell'Appennino e il Tavoliere delle Puglie.

Nel suggestivo centro abitato spiccano, oltre al castello, le chiese di S. Maria della Pace e di S. Caterina e i palazzi Cataldi, Capponi, Carli e Trecca.

Nei dintorni sono da vedere: il convento di S. Giovanni da Capestrano (XV sec.); l'area archeologica dove fu rinvenuta la statua italica del celebre guerriero; la stupenda chiesa romanica di S. Pietro ad Oratorium (1100) e il lago di Capo d'Acqua, una delle sorgenti del fiume Tirino, paradiso naturalistico dove nuotano folaghe, gallinelle d'acqua, germani reali, tuffetti, moriglioni e alzavole.

Ai limiti orientali del territorio comunale, quasi sulla linea di confine con la provincia pescarese, si trova la torre di avvistamento medievale di Forca di Penne (XV sec.), che domina la valle del Pescara.

San Pietro ad Oratorium

Immersa nella campagna percorsa dal fiume Tirino, sorge la solitaria chiesa di S. Pietro ad Oratorium. Fondata, secondo la tradizione, tra l'VIII e il XI secolo dal re longobardo Desiderio, venne ricostruita nel 1100, come reca l'iscrizione sull'architrave del portale principale, riccamente scolpito con motivi vegetali.

Certamente legata alla civiltà pastorale ed alla tradizione della transumanza che per secoli si è consumata lungo il vicino tratturo L'Aquila-Foggia, la chiesa è nota oltre che per l'apparato decorativo interno - con il notevole ciborio del XIII secolo posto sull'altare, sorretto da quattro colonne con architravi su cui si innalzano sedici colonnine sormontate da una piramide tronca e un baldacchino con cupoletta ed i preziosi affreschi absidali, manifestazioni pittoriche tra le più importanti del XII secolo - anche per la misteriosa iscrizione su un concio posto all'esterno, a sinistra del portale.

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