L' Altopiano delle Rocche, del quale fanno parte anche i paesi di Rocca di Mezzo, Rovere, Rocca di Cambio, è un caratteristico piano carsico, circondato da alti monti calcarei e con scarsa circolazione di acque superficiali. Esso è in pratica costituito da 2 piani: quello di Ovindoli e quello di Rocca di Mezzo. Il primo è più elevato, e le sue acque si raccolgono nel “laghetto” a m.1338 ai piedi della catena del Sirente, avanzo dell' antico specchio lacustre dell' ere preistoriche e che, costringerà gli abitanti a costruire i villaggi in posizione montana. Le acque di risulta, attraverso la Valle di Arano e le gole di Celano col il nome La Foce, raggiungono la conca del Fucino. Invece le acque del piano di Rocca di Mezzo si raccolgono nel Rio Gamberale, estremo limite della Diocesi dei Marsi secondo il pontefice Pasquale II del 1115.
Il torrente, attraverso un inghiottitoio da 1250m. di altezza, raggiunge per vie sotterranee la Valle dell' Aterno a 700m. fuori uscendo dalle Grotte di Stiffe.
Le cime più alte sono: M. Cagno (m. 2152), M. Rotondo (m. 2062), M. Magnola (m. 2223) che impediscono alle umide correnti del sud, d' irrompere sul pianoro dal clima piuttosto secco.
Il paese conta 1200 abitanti circa e confina, con i centri di Celano, Rocca di mezzo, Secinaro, Massa d' Albe.
La festa più sentita, oltre quelle che scandiscono le ricorrenze liturgiche, è quella dedicata al patrono San Sebastiano, con processione folcloristica accompagnata da luminarie, spari e fuochi pirotecnici. Un' altra festa è dedicata a San Vincenzo Ferreri, mentre a Santa Iona, si svolge ogni anno il presepe vivente.