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Strumenti litici attestano la presenza dell'uomo in questo luogo durante la preistoria. In località Serra Castellaccio si rinvennero tratti di mura poligonali oggi non più visibili. In età romana pare che il luogo non sia stato abitato. La prima citazione storica è rappresentata dal Diploma di Grimoaldo II, duca di Benevento risalente all'anno 724. Nel secolo XI, il nucleo originario del paese andò acquistando la tipica fisionomia del borgo arroccato sull'altura, centrale rispetto alle aree coltivabili ed alle zone adibite a pascolo.
Il nucleo storico è ancor oggi ben identificabile e presenta una struttura urbana raccolta, con case che s'affacciano su un sistema viario reticolare originario, fatto di stradine a scalinate, tipica dei secoli XVII-XVIII, e con una cinta muraria (case a schiera) a nord-ovest difensiva dell'antico schieramento. Ancora visibili le porte che consentivano l'accesso al borgo: la quattrocentesca Porta Antonetta e la porta nei pressi di Palazzo Sardi. Eventi bellici e tellurici (come il terremoto del 1915) hanno risparmiato tuttavia importanti testimonianze architettoniche quali il Palazzo Baronale con la vicina Chiesa di Sant'Anna e la bella e settecentesca Chiesa del Suffragio. Da ricordare inoltre, per la sentita devozione cui si rivolgono le popolazioni dell'altopiano, è il Santuario della Madonna della Portella.
Il turismo a Rivisondoli iniziò a svilupparsi subito dopo la venuta in paese dei Reali d'Italia, nel 1913 incrementando notevolmente i suoi flussi dopo la seconda guerra mondiale, col consolidarsi della località come centro di vacanza estiva e stazione sciistica. Gli impianti di risalita e le piste di Monte Pratello formano con l'Aremogna e Pizzalto di Roccaraso un comprensorio di prim'ordine nel panorama sciistico italiano. A far conoscere sempre più il nome di Rivisondoli, grosso contributo diede l'ideazione a partire dal 1951, del suggestivo Presepe vivente.
Celebre evento è il presepe vivente, rappresentazione per quadri viventi della natività di Gesù, che va in scena il 5 gennaio, sin dal 1951. Secondo la tradizione l'ultimo nato del paese interpreta il bambinello, anche se in alcuni anni per il notevole calo di nascite si è dovuto ricorrere al gemellaggio con alcuni altri paesi come nel 1993 quando, in seguito al gemellaggio con Betlemme il bimbo giunse direttamente dalla Terra Santa.
Tratto da Wikipedia
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