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La presenza di insediamenti umani sul territorio risale al paleolitico, come attestano numerosi ritrovamenti preistorici nella valle giumentina: amigdale, frecce e altri utensili. Gli insediamenti si spostano poi nel fondo valle, nella piana dei Luchi dove troviamo tracce della civiltà italica: ex voto, monili, oltre alla presenza di eremi intitolati a San Michele Arcangelo, sicura riconversione paleocristiana di piccoli luoghi di culto dell'eroe Ercole. Costante la presenza in epoca romana, il nucleo attuale deve essersi sviluppato durante le invasioni barbariche, come dimostra l'origine probabilmente longobarda del nome.
Negli archivi della diocesi teatina (oggi Chieti-Vasto) troviamo traccia della pieve di San Tommaso già nell'anno 802, mentre dagli stessi compare nel XII secolo la chiesa di Santa Maria, il paese è inoltre nominato nel Chronicon Casauriense (vedi origine del nome) dello stesso secolo. Risale al 1476 la realizzazione del portale della, a questo punto, abbazia di Santa Maria (oggi Santa Maria Maggiore, vedi Chiese). Nel 1506 compare la dicitura "acque putride", primo riferimento alla presenza di acque sulfuree nella zona. Caramanico prosegue la sua storia nel Regno delle due Sicilie, come feudo della famiglia D'Aquino. Subisce ingenti danni nel terremoto del 1706. Agli anni seguenti risalgono la costruzione dei palazzi storici. A sottolineare l'importanza assunta nel corso dei secoli si ricorda la nomina a viceré-capitan generale di Francesco D'Aquino principe di Caramanico (1786-1794) al tempo di Ferdinando I delle due Sicilie (III di Napoli, 1759-1816). È del 1901 la costruzione dello stabilimento termale. Sotto il ventennio fascista viene decisa la demolizione del castello danneggiato dal terremoto di cui oggi restano appena i basamenti. Durante la Prima guerra mondiale il paese viene a trovarsi dalla parte tedesca della Gustav Linie, il fronte sul quali si fronteggiarono i due schieramenti, vedendo drammatiche vicende, ma anche il coraggio dei suoi abitanti che nascosero i soldati alleati fuggiti dai campi di prigionia. Nel 1960 prende il nome di Caramanico Terme e comincia il rapido sviluppo turistico che vedrà la costruzione di nuovi quartieri residenziali e alberghi tra il centro storico e la fraz. di Santa Croce, che oggi costituisce un tutt'uno con il resto del paese.
Il paese è situato nel tipico ambiente appenninico. Altimetricamente si sviluppa passando dalla macchia mediterranea fino a 700 m, passando al bosco misto 800 m, alla faggeta 1500 m, fino all'ambiente, detto lunare, dei pianori culminali della Majella. Il territorio comunale è completamente inserito nel Parco Nazionale della Majella, inoltre insiste la riserva naturale Valle dell'Orfento, istituita prima del Parco. Il nucleo storico del paese è situato sulla confluenza dei fiumi Orta e Orfento, le cui valli caratterizzano l'intero territorio. La valle dell'Orfento, una delle prime aree protette d'Abruzzo, è percorsa da numerosi sentieri escursionistici per tutta la sua lunghezza, eccezion fatta per la sommità, dove dalla cascata della Sfischia il corso d'acqua ha origine: quest'area è una riserva integrale assolutamente incontaminata dalla presenza umana. La flora è un perfetto esempio di biodiversità, oltre duemila le specie botaniche, tra cui numerose varietà rare di orchidea, la genziana e la stella alpina appenninica, il pino mugo. La fauna locale annovera numerose specie protette o coinvolte in azioni di reinserimento: cinghiale, volpe, lepre, cervo, lupo,aquila reale, camoscio, orso bruno marsicano, lontra, trota fario.
Tratto da Wikipedia, L'Enciclopedia Libera
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